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La politica su Foursquare? Perché no…

La politica su Foursquare? Perché no…

Foursquare, come in molti sapete, “è un social network basato sulla geolocalizzazione disponibile tramite web e applicazioni per dispositivi mobili. Gli utenti eseguono il check-in tramite la versione browser del sito o attraverso applicazioni su dispositivi che utilizzano il GPS. I check-in sono retribuiti con punti e talvolta con dei “badge”. Il servizio è stato creato da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai; Crowley aveva precedentemente creato un progetto simile dal nome Dodgeball, che è stato comprato da Google nel 2005 e messo offline nel 2009. Il 1º settembre 2010 l’azienda ha vinto il premio Technology Pioneer al World Economic Forum” (fonte Wikipedia).

Lo ritengo uno strumento che può avere una forte valenza ‘politica’.

Foursquare, infatti, dà la possibilità al politico di comunicare in tempo reale i luoghi in cui sta svolgendo la propria attività pubblica, condividendola con gli utenti dei social network. Inoltre, il politico può commentare la posizione in cui fa il check-in con tanto di testo e fotografia da allegare.

In funzione di ciò, Foursquare è l’ideale per il politico che ha sempre accanto a sé un addetto stampa nelle uscite pubbliche. Basta un telefonino di nuova generazione e il download gratuito dell’applicazione, correttamente configurato.

Poi, l’uso di Foursquare ha in sé un messaggio politico non di poco conto, soprattutto in questo preciso momento storico in cui è cresciuto il sentimento di ‘antipolitica’: la trasparenza. Perché, grazie ai check-in, l’elettore (e soprattutto quello potenziale) può ‘toccare con mano’ l’attività del rappresentante scelto o quello che sta decidendo se scegliere o meno.

Foursquare, inoltre, dà la possibilità di aggiornare tre social network contemporaneamente e con una sola azione, integrandosi perfettamente con Facebook e Twitter. Ed essendo un sito ‘indipendente’, può creare un’ulteriore rete di contatti con cui il politico va ad interagire per ricercare ed ottenere nuovi consensi.

Insomma, Foursquare genera un’altra comunità di sostenitori che, ingaggiandola e facendola interagire coi sostenitori che si trovano sugli altri due social network, può permettere al politico di sviluppare al meglio il rapporto ‘one to one’, essenziale in una campagna elettorale. Con la speranza che, se eletto, lo continui ad utilizzare…

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